55 Cronaca Vorabea
la Vogalonga 2026 svoltasi il 24 maggio è stata la n° 50. Ma per i Vorabei è stata la quindicesima (Mapo, dito Brassobon, è la fonte storica! C’è da fidarsi? Speriamo di sì).
Talmente importante,
quella delle nozze d’oro, che qualcuno (Adriano, il Maestro, dito Rovinassi)
l’ha definita l’Eroica. Ma la ricorrenza non ha alcuna attinenza con la
denominazione. Siamo sempre più vecchi, stanchi, rincoglioniti, brontoloni e
suscettibili. Nonostante l’inserimento di giovani come il buon Federico, senza
dito, del papà Gianmaria, dito Colonnello Kurz, dell’Anna dalla remiera Bisato.
Gianmaria sarebbe anche il neopresidente della remiera Zonca e l’Anna non ha
affatto abbandonato gli amici del Bisato ma la VoRaBe è inclusiva e tollerante!
Accoglie tutti, anche perché è la remiera che non esiste, ma c’è! Come la
definì a suo tempo l’amata Evina dita Moussakà: gruppo anarchista di
vogatori alla veneta
Per venire incontro alla incombente senescenza (Valter, dito Lai, ci tiene molto, dopo il pensionamento, non solo ad essere anziano ma anche ad apparire più vecchio, con una barba fluente indice di pacatezza e riflessione. Ma manco per idea!!!) si era deciso già a gennaio, di lasciare il sandolo buraneo, dito Ore d’Oblio, a casa, ormeggiato sotto il salgaro al Ponte dei Cavai, e di partecipare alla cinquantesima Vogalonga con una caorlina messa a disposizione dal coordinamento veneziano.
È, come non è, non
stiamo a sindacare sulle responsabilità, tre giorni prima dell’evento tanto
atteso la caorlina promessa non c’era più!
E allora? In fretta e
furia sono state portate a Venezia il sandolo da 2 (+1) Moeca e un altro
sandolo da 4 voghe (+1) messo a disposizione amichevolmente dagli amici della
remiera Zonca.
Cinque più tre fa
otto (la maturità scientifica è servita a qualcosa!!!) ma gli altri 5 iscritti?
A nuoto?
No!!! Il buon
Federico riusciva, in extremis, a procurarsi un altro sandolo da 4 (+1)
direttamente da un amico veneziano. Sandolo già sul posto, quindi, ma senza
forcole e senza remi, dalle parti di Fondamenta Nove (in tanta mona) da
recuperare di sabato e portare dagli amici fantastici e sempre accoglienti
della remiera della Giudecca, da cui si è partiti la domenica.
Le forcole e i remi
sono stati prelevati da Ore d’Oblio, quindi, anche se solo a pezzi, possiamo
dire che il nostro sandolo fondatore era presente.
In tutto tredici partecipanti fra vecchi vorabei come il sottoscritto Luca, dito Omero, Valter, dito Lai, Adriano il maestro dito Rovinassi, Mapo, dito Brassobon, Paolo, dito Trecolpipari, la Maria Grazia, dita Mariella a cui si sono aggiunti i nuovi vorabei Gianmaria, dito Collonnellokurz (ora anche autorevole presidente della remiera Zonca) e suo figlio Federico, Anna, già del Bisato, Alberto1 anche lui del Bisato, Alberto2, del circolo velico Casanova, Roberto e Piero, anche loro dalla remiera Bisato.
Il banchetto conclusivo
e l’ospitalità giudecchina, con Claudio e la Marzia sempre straordinari, hanno
stemperato tutti i malumori!!! Vogalonga eroica? Direi di sì! Siamo ancora
vivi!!!




























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