1° Cronaca Vorabea d.C. (dopo Carletto)

Sbigottit* e sgoment* vorabei, succede. Carletto, ditto Zavora, non ci invierà più le sue improbabili e spiritose cronache.
Nelle vecchie monarchie continentali quando il sovrano veniva a mancare, di solito, un ministro di corte si affacciava da un qualche balcone ornato di drappi e proclamava solennemente: “È morto il re. Viva il re”, intendendo, così, annunciare non solo la fine di un regno ma anche l’inizio di uno nuovo, quello dell’erede al trono! Ora, facciamo il punto: alla Vo.Ra.Be. (Voga, Rama e Bevi) non ci sono re, non ci sono troni e non ci sono nemmeno eredi.
Quindi? L’afflato monarchico finisce qui! Ve lo dice un repubblicano convinto.
Chi inizia da oggi a redigere le cronache di questo strampalato e anarchico sodalizio è Luca ditto Omero. E se il mio ditto è Omero una ragione ci sarà!!!
Mi piace narrare, amo quando eventi banali e ordinari assumono toni epici e ancor di più sono convinto (essendo un vecchio e scassato professore di Liceo) che raccontare storie crei interi universi, come tutta la letteratura mondiale insegna. Tranquilli!! Il pistolotto filosofico finisce qui!
Certamente, chi sarà passato per il ponte dei Cavai al Bassanello si sarà accorto che il  sandolotto buraneo ditto Ore d’Oblio, non è più fermo al suo ormeggio. Dov’è finito?
Sabato pomeriggio, 20 maggio, i prodi vogatori vorabei Mapo, Brasso Bon, Valter, Laj e Adriano, Rovinassi, festeggiando il compleanno della Giovanna ditta l’Ostessa (ops, pardon, quando tale evento riguarda esponenti del gentil sesso si dice:  festeggiare “l’anniversario del diciottesimo”), in quel delle “Antiche Osterie da Zaccaria” a Tencarola, davanti ad un panino alla porchetta hanno sentenziato che l’ora di avvicinarsi alla laguna per partecipare, il prossimo 4 giugno alla 43° Vogalonga, era giunta. L’indomani, domenica 21 maggio, sotto un sole rovente, praticamente estivo, è iniziato il trasferimento lungo la riviera del Brenta.
No. Non vi sbagliate! Avete contato tre voghe, Brasso Bon provino, Laj, al laj, Rovinassi, sostituto delle due sentine latitanti, Luca ditto Omero (lo scrivente, ndr) e Alessandro, ditto Tremetri. Il ruolo del poppier veniva magistralmente assunto, per l’occasione, da Paolo ditto Sile, amico di vecchia data del Laj arruolato nottetempo per l’incombenza. I racconti narrano di prova eccelsa e di magistrale stile vogatorio di Paolo ditto Sile, tanto abile da riuscire a contenere le furie agonistiche di Adriano il Maestro ditto Rovinassi, il quale, notoriamente, incita i compagni di voga, assolutamente inascoltato, a fare delle “cavatine” (sforzi fisici per accelerare e mantenere un ritmo più elevato). Le foto allegate documentano le soste alle chiuse ma non è giunta documentazione in merito al ristoro autarchico, dato che il ristorante “Da Caronte” di Paluello di Strà, meta agognata ma non preavvisata, non disponeva di posti per gli affamati, e soprattutto assetati, vogatori.
Com’è, come non è, dopo aver consumato un frugale e triste spuntino fatto in casa, nel giardino del ristorante (fortunatamente non documentato) “Da Caronte”, i nostri eroi giungevano nel pomeriggio inoltrato all’ormeggio di Mira Porte, presso la casa del prezioso Giorgio, fedele custode nel suo capanno di remi, forcole e paioli.
Come è noto, la sensibilità vorabea è molto incline a soddisfare tutti i bisogni della carne e ciò si evidenzia soprattutto allorquando si provvede effettivamente a tale necessità. Come mi è stato notificato dalla Lodovica ditta Spirito che, coadiuvata da Maurizio ditto Zinghero, si è prodigata in settimana (dove, come e quando è meglio non sapere) nel reperimento di fiori di sambuco onde produrre e aromatizzare della preziosissima sambuca (è chiaro che ai tempi del proibizionismo la Spirito avrebbe fatto una brutta fine) che non vediamo l’ora di assaggiare!
La Vogalonga è sempre più prossima tanto che sabato 27 maggio, alle 7.45, andando a scuola, incrociavo sul canale Scaricatore ben 4 natanti della Rari Nantes, suppongo, diretti in laguna.
Ma l’attività vorabea, come sapete, non si limita alla voga: sabato 27 maggio sotto il ponte dei Cavai, ferveva l’attività dello squero/cantiere e Valter ditto Laj con Mapo ditto Brasso Bon, rispettivamente Proto Minor e Proto Maior, si dedicavano alla dicostruzione del sandolo da fossina ditto Creola Vorabea. Per mio conto, essendo del tutto privo di talento e manualità da provetto carpentiere navale, e disponendo solo di una oretta libera dalla scuola, mi prodigavo nel procurarmi un filoncino di pane da associare, mestamente, alle buonissime polpettine di pesce al forno di Mapo e alla soppressa di Laj, in compagnia di una bottiglia di prosecco beneaugurante.
L’aria di Venezia e della Vogalonga è sempre più pressante e invasiva anche per i vorabei tanto che, domenica mattina 28 maggio l’appuntamento per i vogatori era alle 10.30 all’ormeggio di Mira Porte, presso la casa del preziosissimo Giorgio, amico e custode di remi, paioli e forcole. Puntualmente, alle 10.30, non c’era nessuno, poi, verso le 11 (approssimativamente) l’equipaggio era invece in formazione tipo: Adriano il Maestro ditto Rovinassi, poppier, Luca ditto Omero, sentina, Valter ditto Laj, al laj, Mapo, ditto Brasso Bon, provin, la Donatella ditta Tella, zavora e la Coca Cola ditta Pepsi,  can da burcio.
Dopo la frugale prima merendina si partiva verso i Moranzani dove, in teoria, si sarebbe dovuto alare la barca per darle una doverosa pulita. Poco prima del noioso rettilineo di Oriago Brasso Bon chiedeva al Maestro Rovinassi di invertire i ruoli. Inizialmente tutto bene, poi, però si è reso conto che una forcola di poppa ballerina e l’impeto dell’unico vero vogatore della barca, Rovinassi per l’appunto, erano assai difficili da gestire. Giunti comunque a Malcontenta tiravamo il fiato per la meritata seconda merenda a base di riso Venere alle verdure, pollo agli agrumi e ciliegie di stagione Alle 15, arrivo ai Moranzani e alacre lavoro di pulizia della barca, subito interrotto e documentato in foto. Dopo tanta fatica e dispendio di energie il tutto finiva là dove era iniziato, sul pontile dell’ormeggio di Mira Porte, per la terza merendina e la seconda bottiglia di prosecco.
Appuntamento venerdì 2 giugno ai Moranzani per il trasferimento in laguna e per, si spera, un posto barca, da qualche parte, per qualche giorno a Venezia.

Saluti ma niente basi
(sono profondamente avverso all’inflazione delle effusioni emotive per cui sono piuttosto avaro e diffidente nei confronti di questa pratica umana. Anni di psicoterapia non hanno scalfito questa convinzione!)

P.S. Io non sono Lui, ergo le differenze riscontrabili nella lettura della cronaca vorabea saranno tante: di stile (un avvocato vs un insegnante), di verve, di humor, di precisione (non sono così dettagliato), di lingua (non sono veneto), per cui vi chiedo umilmente perdono se non ritrovaste quello che vi aspettate ma, lo dico a tutti, non intendo scimmiottare nessuno né, tantomeno, imitare l’inimitabile. Cercherò di dar vita ad uno stile personale e originale.
Chi però non volesse più la propria casella postale intasata dalla fastidiosa mail è pregato di farmelo sapere in modo tale che lo possa depennare dalla lista.

Grassie
















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