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Cronaca Vorabea NOTTURNO AI REMI
Rinfrescat*
Vorabe*,
se
il grande compositore polacco Fryderyk Chopin compose per pianoforte 20 famosissime e meravigliose opere
denominate “Notturni” una ragione ci sarà!!!
Provare per credere:
Come ci ricorda il piccolo Daniele ditto Qu (per
esteso QuCheSeLaBaca, quello che sente la barca cantare) anche la barca canta,
quando la prua, sospinta dai remi, avanza lungo le placide acque del
Bacchiglione. La barca suona, soprattutto di notte.
La notte è romantica, magica, suadente, carica
di silenzi e di significati, misteriosa e ruffiana. Ecco perché i Vorabei
insistono con le uscite ai remi seral-notturne del venerdì, anche questo 30
giugno.
Alle 19.30, presso l’ormeggio al Ponte dei
Cavai al Bassanello, il sandolo buraneo ditto Ore d’Oblio era armato e pronto a
salpare alla volta delle Antiche Cantine Zaccaria di Tencarola con Paolo ditto
Sile, poppier, Luca ditto Omero, sentina, Valter ditto Laj, al laj, Adriano il
Maestro ditto Rovinassi, provin e la Cinzia, ditta Fulvia, zavora.
Anche Maurizio, ditto Braso de Fero, nocchiero
di Burchielli e altri natanti lungo la riviera del Brenta era presente alla
partenza, ma, fedele al suo motto, “se si può sfruttare il motore perché
faticare coi remi!” garantiva la sua presenza in osteria, in auto.
Con un ritmo decisamente elevato, non so dire
se per la potenza del poppier Paolo ditto Sile o della foga del provin Adriano
il Maestro ditto Rovinassi, in meno di un’ora il sandolo approdava a Tencarola,
dopo essersi goduti uno splendido tramonto sul fiume Bacchiglione.
Delle libagioni in osteria, e della loro
prelibatezza, è inutile parlare ma dell’assemblea straordinaria della
Vo.Ra.Be., tenutasi intorno al desco della Giovanna ditta l’Ostessa, sì.
A fine pasto, sotto il tendone delle Antiche
Cantine da Zaccaria sedevano i vogatori, la zavora Cinzia ditta Fulvia, la
Silvia ditta Cocco, la Donatella ditta Tella, la Laura ditta Castragatti,
Maurizio ditto Braso de Fero, puntualissimo, la Ludovica ditta Spirito
(sopraggiunta nel mentre) e la Coca Cola, ditta Pepsi, can da burcio, sotto il
tavolo.
Per concludere degnamente il banchetto
improvvisato, Maurizio ditto Braso de Fero, offriva a tutti di consumare uno
dei vasetti della sua celeberrima marmellata ai petali di rosa.
Chi su di un pezzo di pane, chi direttamente
sulle dita della mano, tutti gustavano l’ineffabile sapore del profumo di rose
all’interno della sopraffina salsa.
Tanta bontà scatenava il dibattito dei più a
proposito dell’origine di cotanto sapore, causato, ci ha svelato Maurizio,
dagli oli essenziali presenti nei petali delle rose “Madame Paul Massad”, all’interno del rosaro di proprietà del nostro
pilota fluviale.
La vexata quaestio era la seguente: Maurizio,
Braso de Fero, svelava a tutti che 1 Kg di olio essenziale di rosa può valere
sul mercato anche 1000 euri. Ergo: ci vuole un alambicco per distillare il
prezioso nettare dei petali di rosa e piantare rosari a profusione, per
diventare, così, tutti ricchi da fare schifo!
Paolo ditto Sile, però, dall’alto della
precisione che gli deriva dal suo insegnamento di fisica presso l’ateneo
patavino, smontava tutti gli entusiasmi dei novelli Paperon de Paperoni, già
con il simbolo dell’Euro al posto delle pupille, verificando su internet che
per un Kg di olio essenziale di petali di rosa servono, all’incirca, “solo”, cinque tonnellate di petali! Un
paio di piante, a occhio e croce, non dovrebbero bastare!
L’assemblea straordinaria, delusa e
amareggiata, decretava l’abbandono del progetto!!
Accantonati i propositi di repentino
arricchimento, lo stesso equipaggio dell’andata rientrava, a notte fonda,
schivando un minaccioso temporale, verso l’approdo del ponte dei Cavai al
Bassanello. Vuoi la corrente a favore, vuoi le coscette di pollo fritte o i
saccottini fritti di melanzane, vuoi il Prosecco o la marmellata di rose, sta
di fatto che, secondo il computerino di Paolo ditto Sile, la velocità di voga
non è mai scesa sotto gli 8 Km orari, superando, sovente, i 10. Il placido
silenzio notturno ha fatto il resto!!!
Basi metaforici
Luca ditto Omero











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