25°
Cronaca Vorabea: PRANZASSEMBLEA & tanto ALTRO
Lavoratori
vorabei,
e
anche vogatrici e vogatori,
la
bella stagione incombe, le giornate si allungano, la VOGALONGA è prossima
(domenica 20 maggio) la voglia di lavorare e di vogare aumenta, si fa per dire,
e allora…! I vorabei non si fanno pregare e all’approdo sotto il Ponte dei
Cavai non ci si ferma un attimo. Ammetto che tutto sto brulicare di attività
può dare alla testa, e nuocere gravemente alla salute!
Sono
ripresi i devoti pellegrinaggi dalla Giovanna ditta l’Ostessa, con annesse
serate danzanti (senza documentazioni fotografiche) e di ginnastica ritmica,
con piroette e verticali messe in atto da Paolo Tarzan ditto il Corto e da
Adriano il Maestro ditto Rovinassi.
Anche
il restauro del sandolo da fossina ditto Creola Vorabea è prossimo ad essere
terminato: poche mani di vernice e potrà riprendere a solcare le acque del
Bacchiglione. Anche Beppe Brasso Beo, titolare della barca, ha contribuito con
la sua manodopera a portare a termine l’impresa.
Sono
molte le abilità che si sono prestate al ripristino dell’imbarcazione: il proto
maior Mapo ditto Brasso Bon e il proto minor Valter ditto Laj si sono avvalsi
anche del know how e del sudore, della Evina ditta Mussakà, ingegnere provetto,
e di tutti i vorabei presenti, i quali, mercoledì 25 aprile, si sono dati
appuntamento per sostenere (e quando si tratta di aiutare non ci si tira
indietro) anche con adeguati generi di conforto, gli sforzi dei lavoranti.
Mentre
Lucrezia senza ditto faticava pedalando contro la corrente del Tronco Maestro e
Alessandro ditto Camomilla liberava il sandolo buraneo ditto Ore d’Oblio dalle
verdi grinfie del salgàro al Ponte dei Cavai, Maurizio ditto Braso del Fero
proponeva a tutta la congregazione vorabea presente un giro sulla nuova
imbarcazione da crociera fluviale della DELTA NOVA TOUR.
Raggiungere
il ponte di Tencarola a motore e non a remi ha provocato non pochi rimorsi e
sensi di colpa nei vorabei presenti, ma il can da burcio Coca Cola ditta Pepsi
mostrava tutta la sua benevola
approvazione verso il comodo nuovo mezzo di trasporto piazzandosi
orgogliosa sulla fiancata di babordo della S.Agostino. Il brindisi a base di
prosecco portato dalla Franca ditta Meagodo, invece, pacificava tutti.
Nel
frattempo è scattata la fatidica ora X. Martedì 1° maggio si è tenuta la
celebrazione solenne della pranzassemblea.
Come
capitato a quella famigliola di Betlemme duemila anni fa, i casoni della
Fogolana a Codevigo, cooptati inizialmente dal mai eletto CDA, si erano
premurati di negare la loro accoglienza, “non
c’era posto per loro”! E allora? Dove si va?
Molte
le proposte scattate a questo punto, ma, all’ultimo momento, prevaleva
l’offerta della Franca ditta Meagodo, la quale metteva premurosamente a disposizione
della pranzassemblea vorabea il cortile e la sua casa al Lido di Venezia. Era
la prima volta in cui ci si affidava all’autogestione: cicchetti veneziani, bevarasse
(vongole pescate da Maurizio e dalla Franca con le loro manine sante) in
cassopipa (ricetta chioggiotta), strudel con panna (dietetica) e una discreta,
ma non esagerata, quantità di vini.
Verso
le 15, Luca ditto Omero, autonominatosi segretario senza averne alcuna
autorità, dava inizio al dibattito dell’annuale pranzassemblea vorabea.
Presenti
e aventi diritto di voto Valter ditto Laj con la Donatella ditta Tella e la
Coca Cola ditta Pepsi, Antonio ditto Aedo con la Beatrice ditta Musa, la Cinzia
ditta Fulvia, Maurizio ditto Brasso de Fero con la Franca ditta Meagodo, la
Giovanna ditta Dorisi con Francesco ditto Manina, la Margherita momentaneamente
senza ditto, Paolo Tarzan ditto il Corto, direttamente da Malta, Adriano il
Maestro ditto Rovinassi con la Laura ditta Castragatti, la Silvia ditta Cocco. Probo viro nonché
garante della correttezza delle procedure attuate dall’assemblea, il magistrato
(autentico) Giulia (la figlia della Franca)
Ordine
del giorno:
1.
Nomina
del nuovo amministratore delegato, gestore unico dell’ingente patrimonio mobile
e immobile della Vo.Ra.Be.
2. Reperimento
di un ditto, gradito a lei medesima, per la Margherita Bellanti, da troppo
tempo senza soprannome vorabeo
3. Attuazione
di una appropriata politica economica onde reperire fondi per l’acquisto di un
nuovo set di remi per il sandolo buraneo ditto Ore d’Oblio
Queste
le delibere:
1.
La
Margherita Bellanti, autorevole esperta di dinamiche finanziarie (lavora in
banca) viene eletta con 15 voti favorevoli e uno contrario nuovo AD della
Vo.Ra.Be. Succede all’inefficiente Alessandro ditto TreMetri. A lei il compito
di custodire ed incrementare il patrimonio vorabeo.
Francesco ditto
Manina ha votato contro perché secondo lui la Vo.Ra.Be è una associazione che
non esiste ma che, soprattutto, non ha scopo di lucro. Ma, come sostiene un
antico detto romagnolo: “I sold, i manda l’acqua par d’in sü”
(trad. i soldi mandano l’acqua in salita)
2. Data
la sua nuova qualifica di AD il ditto della Margherita viene indicato, e scelto
anche da lei medesima, votato all’unanimità dai presenti, come Margherita ditta
DoConti.
3. Quanto
al terzo punto: ci si appella al buon cuore dei vorabei i quali, ad ogni
occasione propizia, potranno lasciare nell’apposita cassetta, realizzata con
artigiana perizia, il loro sostanzioso e significativo obolo (tutto quello che
avanza)
Per
sancire la sacralità delle determinazioni assunte dall’assemblea
dell’inesistente associazione vorabea Paolo Tarzan ditto il Corto, coadiuvato
da Valter ditto Laj, piantava nel giardino della Franca ditta Meagodo, un
fioritissimo ceppo di margherite: che sia un augurio per il lavoro che attende
la Margherita ditta DoConti?
La
Pranzasseblea si concludeva con due passi sulla spiaggia fino all’ingresso del
Grand Hotel Excelsior per digerire e per fare in modo che Paolo Trazan ditto il
Corto si cimentasse in un bagnetto fuori stagione. Non conosciamo la
temperatura delle acque di Malta (suo abituale luogo di residenza) in questa
stagione ma l’Adriatico è sicuramente ancora piuttosto freschetto!
Basi
metaforici
Luca
ditto Omero















































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