51 Cronaca Vorabea
il sandolo buraneo
ditto Ore d’Oblio giace ancora in restauro sulla sponda del Tronco Maestro,
sotto il ponte del Bassanello, sottoposto alle amorevoli cure dei due proti quasipensionati
Mapo ditto Brasso Bon e Valter ditto Lai.
Ma domenica 19 maggio
la 48° Vogalonga si è ugualmente
disputata.
Come partecipare se
la barca non c’è? Ci hanno pensato gli amici della vicina remiera Rari Nantes,
santi subito, concedendo ai vogatori “anarchisti” vorabei l’uso di una caorlina
di loro proprietà.
A una condizione: “la caorlina imbarca acqua ma se, una volta testata, verificate che non si tratta di falla pericolosa, la si può far partecipare alla Vogalonga e poi lasciarla al cantiere di Venezia per le riparazioni del caso”.
Un armo vorabeo si è
subito reso disponibile per il test. Risultato: l’acqua entra, ma non in
quantità tale da impedire l’annuale giro in laguna. La Vogalonga si fa e
Adriano il Maestro ditto Rovinassi con foga ingegneristica redigeva un piano di
trasferimento della caorlina verso Venezia.
Tutto inutile! Una volta c’era il mese innominabile che scatenava le sue furibonde tempeste sulle placide acque fluviali rendendo impossibile la navigazione. Ora maggio ne ha preso il posto! Acqua del fiume troppo alta e impetuosa causa diluvio. Le conche della Riviera del Brenta non si possono aprire quindi niente trasferimento in laguna. Pianto e stridore di denti.
Ancora una volta la
remiera Rari Nantes ha provveduto a intercedere presso il comitato per ottenere
il noleggio di due caorline dal colore improbabile ma efficienti. Ripeto: santi
subito!
Quella rosa è toccata ai vorabei che domenica
19 maggio, dopo aver consumato la corroborante pasta a colazione e in notevole
ritardo perché Valter non si sveglia raggiungevano la sede del coordinamento
per imbarcarsi sulla splendida caorlina rosa.
L’armo era così
composto: Paolo ditto Trecolpipari, Adriano il Maestro ditto Rovinassi, Federico senza ditto, Anna senza ditto, Valter ditto Lai, Mapo
ditto Brassobon, Luca ditto Omero (me medesimo) e Mariella ditta Nataprovin.
La Vogalonga Il poppiere Paolo ditto Trecolpipari, umile e mansueto, subito cedeva all’invito del provino con diritto di mugugno Mapo ditto Brassobon: “Raggiungiamo la partenza passando dal canale della Giudecca, sembra calmo e non c’è nessuno!!!”. Vaporetti, taxi, moto ondoso alle stelle e inizio col botto, dondolando su e giù. E per fortuna la caorlina è una barca molto stabile!
Alle nove del
mattino, come sempre, sparava il cannone e iniziava la remata in laguna. Tante,
troppe barche con voga all’inglese (di schiena), quindi foreste, sempre meno
quelle di voga alla veneta. Bisognerà fare qualcosa? Forse sì!
Solito spettacolo
alla partenza, con la laguna piena di barche a remi! Fatica del poppiere a
mantenere in rotta la caorlina rosa che tendeva a procedere a zig zag. Ecco allora
che tutto l’armo udiva l’invito perentorio del Poppiere: “Avanti piano,
quasi indietro!”
L’intoppo a Mazzorbo
(una iole intraversata che impediva il passaggio) concedeva all’equipaggio un
meritato riposino rifocillatore e invitava a raggiungere Murano per un altro
percorso.
Poco male! Anzi! Un
canoista tedesco approfittava della scia per portarsi fino al faro. Alzaremi
deferente alla casa dell’attore Lino Toffolo, e, come sempre, ingorgo mostruoso
ai Tre Archi a Cannaregio. Anche in mezzo alla confusione totale i vorabei davano
spettacolo facendo salire al volo sulla caorlina rosa Ludovica ditta Spirito,
che aveva raggiunto l’equipaggio sulla riva.
Un salto e oplà,
senza neanche fermarsi la Vica ditta Spirito dava prova della sua agilità
unendosi al gruppo.
Cavalcata trionfale
sul Canal Grande e arrivo dagli amici giudecchini come sempre.
Come nascondere che
per noi vorabei la merenda, dopo tanta fatica, è la cosa migliore della
Vogalonga? Soprattutto se, come questa volta, potevamo vantare non solo la
presenza del Sambuco, miracoloso e terapeutico prodotto alcolico, ma anche
quello della sua creatrice in persona, la Vica!
Basi metaforici.
Luca
ditto Omero





































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